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Robot di mungitura la scelta giusta per l’azienda smart ma…attenzione all’alimentazione

I sistemi di mungitura robotizzati prevedono un’alimentazione equilibrata, in grado di bilanciare i componenti nutrizionali somministrati in mangiatoia e quelli del mangime distribuito nel robot. 


Il mangime deve stimolare le visite delle bovine nel robot, ma, nel frattempo, deve assicurare un ottimo complemento alla razione in termini di valori nutrizionali e qualitativi per assicurare produzioni di latte elevate. 


Una chiave di successo dei sistemi robotizzati è la corretta alimentazione, che diventa sempre più di precisione grazie al software del robot che gestisce ogni singola bovina.

 

 

RUOLO CHIAVE DELL’ALIMENTAZIONE

 

Negli allevamenti dotati di robot, la gestione alimentare ha anche il compito di attirare le bovine nella stazione di mungitura. L’alimento deve stimolare le bovine a recarsi al robot e, tanto più il mangime è appetibile, tanto maggiore sarà il flusso degli animali. 

 

Per questo motivo, molti allevatori ritengono che il segreto per il successo della mungitura automatizzata sia la qualità del mangime distribuito nel robot (soprattutto nei sistemi a traffico libero), poichè permette di aumentare il numero di mungiture per capo con positive ripercussioni sulla produzione (+10/15%). 

 

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’equilibrio tra la razione distribuita in mangiatoia e il mangime somministrato nel robot. Mentre il mangime distribuito nel robot deve sostenere la produzione di ogni singola bovina, la razione in mangiatoia deve coprire il resto del fabbisogno provvedendo a mantenere la funzionalità del rumine, senza però saziare le bovine.

 

 

STRATEGIE ALIMENTARI NEL ROBOT

 

Nei sistemi a traffico forzato o selettivo, il fabbisogno di concentrati distribuiti all’interno del robot è inferiore rispetto a quelli a traffico libero, poiché le bovine sono obbligate a passare attraverso il robot e il mangime perde la funzione di attirare gli animali, restando solamente un premio. Il sistema a traffico forzato potrebbe ridurre il numero di accessi all’area di alimentazione, poichè le bovine stanno più tempo in attesa di essere munte, con una conseguente diminuzione dei pasti ed un aumento della quantità ingerita per pasto che, nelle bovine più produttive, potrebbe portare a problemi ruminali. 


Nel sistema a traffico libero, il mangime distribuito nel robot deve invece essere molto appetibile per favorire le visite degli animali, poiché questi scelgono autonomamente di recarsi al robot. La quantità totale di mangime fornita sarà maggiore rispetto ad un sistema a traffico forzato per stimolare le bovine a recarsi al robot, ma sarà distribuita in più volte, così da diminuire la quantità assunta per mungitura ed abbassare il rischio di problemi al rumine.  

 

 

STRATEGIE ALIMENTARI IN MANGIATOIA

 

La formulazione alimentare completa in una stalla con sistema automatico di mungitura prevede che in mangiatoia sia distribuita l’intera quota dei foraggi ed una parte dei concentrati, così da coprire solo in parte il fabbisogno giornaliero degli animali. La razione in mangiatoia viene calcolata in base alle esigenze delle bovine meno produttive. L’alimento distribuito al robot serve a completare i fabbisogni individuali dei singoli animali, che dipendono dalla loro produzione di latte. 

 

Nei sistemi a traffico libero per le bovine meno produttive, bisogna comunque considerare un apporto di mangime nel robot di almeno 1 kg/giorno per attirarle nel robot a farsi mungere. 

 

Il rapporto tra la quota in mangiatoia e quella nel robot deve essere molto equilibrato per favorire la produzione di latte, l’equilibrio digestivo e l’assiduità delle bovine alle stazioni di mungitura.

 

Con l’introduzione del robot nella stalla, l’alimentazione può quindi essere “personalizzata” per ogni vacca. Ad esempio:

  • bovine a fine lattazione: ricevono un’alimentazione meno energetica così da ridurre i rischi di sovrappeso; 
  • primipare: sarà possibile soddisfare anche il fabbisogno di accrescimento;
  • vacche fresche o ad alta produzione: la possibilità di somministrare un liquido energizzante nel robot ha sicuramente efficacia per supportare i loro maggiori fabbisogni.

 

Questa particolare gestione alimentare è fattibile grazie ai software dei sistemi di mungitura automatizzati che garantiscono l’esatta distribuzione individuale, trasformando il robot in una sorta di auto-alimentatore.

 

 

  

 

COME CALCOLARE LA RAZIONE DISTRIBUITA IN MANGIATOIA

 

Le razioni distribuite in mangiatoia devono essere calcolate in base ai livelli medi di produzione delle singole bovine e considerando il tenore medio in grasso e proteine del latte. La formulazione può essere fatta utilizzando due diversi criteri: 

  • coprire l’80% dei fabbisogni necessari alla produzione di latte media della mandria;
  • sottrarre 7 kg alla media della produzione di latte della stalla e coprire i fabbisogni al 100%.

 

Ad esempio, alle bovine che producono una media di 35 kg di latte viene distribuita in mangiatoia una razione che copre una produzione di circa 28 kg di latte. 

 

Le soluzioni proposte sono, però, una regola generale e, per la formulazione di una corretta razione da distribuire in mangiatoia, vanno considerate le singole situazioni di ogni allevamento. Ad esempio, nel caso di un allevamento in cui sono presenti bovine che hanno produzioni di latte giornaliere molto omogenee tra loro, si potrebbe aumentare la quantità di alimento distribuita in mangiatoia e, al contrario, tale quantità andrebbe diminuita nel caso di notevoli differenze tra le produzioni delle bovine. Inoltre, la razione distribuita in mangiatoia nei sistemi a traffico forzato tende ad avere una quantità di energia più elevata e un valore minore di NDF rispetto alla razione distribuita in mangiatoia nei sistemi a traffico libero, per la minore quantità di alimento assunta nella stazione di mungitura.

 

Infine, particolare attenzione deve essere posta alla fibrosità della razione in mangiatoia, poiché va evitato un ingombro eccessivo del rumine che può far diminuire gli accessi al robot a causa del sintomo di pienezza.

 

 

IL PASSAGGIO ALLA MUNGITURA ROBOTIZZATA

 

Il passaggio al sistema di mungitura automatizzata è un momento delicato perché va a cambiare le abitudini delle bovine che potrebbero impiegare qualche settimana ad abituarsi al nuovo sistema. 

 

Per facilitare la transizione tra sistema tradizionale e robot, è necessario:

  • scegliere un alimento estruso o in pellet molto appetibile, che incoraggi le bovine a recarsi presso il robot;
  • evitare il più possibile le variazioni di composizione e qualità nutrizionale dell’alimento poiché, se cambia, gli animali necessitano di un periodo di adattamento in cui la loro ingestione potrebbe calare.

Un altro aspetto importante da considerare è la qualità fisica del pellet o dell’estruso, poiché se si rompe facilmente o se produce farina e polvere, le bovine tendono a rifiutare l’alimento  o impiegano più tempo ad ingerirlo, rischiando di non riuscire a consumare tutta la quantità distribuita entro i tempi della mungitura. Bovine che ricevono un pellet di buona qualità (durezza e assenza di polvere) hanno un maggior numero di mungiture e una maggiore produzione media di latte al giorno (+ 1 litro) rispetto a vacche che hanno ricevuto un pellet di scarsa qualità (Boylen, 2014).

 

 

AUMENTO DEI FABBISOGNI NUTRIZIONALI

 

Bisogna tener conto che rispetto ai sistemi di mungitura tradizionale, l’introduzione del sistema automatico di mungitura determina:

  • un aumento del numero di mungiture: 2,5-3/giorno;
  • un aumento delle produzioni: circa il 10% in più di latte.

 

Questo si traduce in un aumento dei fabbisogni energetici e proteici. Ad esempio, una bovina che passa da una produzione di 34 litri al giorno ad una produzione di 37 litri avrà un aumento del fabbisogno energetico pari a 2,5 Mcal di ENl e una richiesta di 260 grammi di proteine in più al giorno; tali richieste si possono coprire con 1,5 kg in più di sostanza secca ingerita. Un altro modo per coprire l’aumentato fabbisogno è quello di offrire un concentrato che contenga più alti valori di energia e proteina. Risulta quindi fondamentale formulare razioni sulla base dei nuovi fabbisogni per non compromettere la condizione fisica della bovina, evitando anche i vari problemi metabolici che colpiscono le bovine ad alta produzione e i problemi legati alla sfera riproduttiva. 

 

 

UTILIZZO DI PIÙ LINEE DI DISTRIBUZIONE DI ALIMENTI NEL ROBOT

 

Adottare più linee per la distribuzione di alimenti, in forma solida o liquida, è molto utile per differenziare la diete alle bovine, soprattutto se la loro produttività è molto eterogenea, ma anche per differenziare i nutrienti a seconda delle varie fasi produttive. 

 

In questo modo è possibile somministrare  un concentrato specifico, alle vacche più produttive e un concentrato base da somministrare al resto della mandria, così da contenere i costi ed effettuare un’alimentazione ancor più di precisione. 

 

Interessante è anche riuscire a predisporre una linea per i mangimi liquidi che risultano essere:

  • molto appetibili 
  • con alto valore energetico
  • una facile via per la somministrazione di vitamine liquide più biodisponibili rispetto a quelle in polvere.